AREA ARCHEOLOGICA "LI CASTELLI"

Il territorio di San Pancrazio Salentino non è molto conosciuto per le scoperte archeologiche. Tuttavia, ad est del paese, in contrada “Li Castelli” sono stati ritrovati molti reperti databili tra età del ferro fino al I secolo d.C.

Età del Ferro

L’Età del Ferro fu caratterizzata da ceramiche locali con decorazione geometrica e da ceramiche d’impasto. In aggiunta, sono state ritrovate anche ceramiche greche di importazione come anfore e coppette per bere utilizzate per le attività di scambio con il mondo egeo.
Il rinvenimento di alcuni cilindri fittili forati ad impasto nero, usati presumibilmente come pesi da telaio, lasciano pensare che, in quel periodo, la lavorazione della lana fosse una delle principali occupazioni.
Il sito era, quindi,composto da diversi nuclei di capanne, separate da spazi liberi, adibiti all’agricoltura, appartenenti ad un gruppo familiare o clan.
Il primo villaggio che occupò “LI CASTELLI” probabilmente era costituito da 100/ 200 abitanti.

Età arcaica- classica

Verso la fine del VI sec. a.C. il nucleo del sito è aumentato insieme ai materiali ceramici di produzione greca. I frammenti rinvenuti da Salvatore Taurino, cioè una “trozzella” e un frammento di calice con delle figure nere, documentano un intensificarsi degli scambi commerciali.

Prima età ellenistica

Alla fine del IV sec a.C., la Contrada “LI CASTELLI”, ma anche i paesi limitrofi, sono stati testimoni di una forte accelerazione del processo di urbanizzazione, manifestatosi con la nascita di un gran numero di centri fortificati. In aggiunta, attraverso varie ricerche si individuarono, a sud dell’attuale ferrovia, dei blocchi di pietra calcarea di grosse dimensioni e di forma squadrata allineati tra di loro, i quali venivano utilizzati come fortificazioni.
Una figura molto importante per le ricerche archeologiche fu Cosimo Pagliara, famoso archeologo e uno dei principali fondatori del Dipartimento e della Facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento. Fu promotore di numerose rilevanti iniziative di ricerca, tra le quali la scoperta della Grotta della Poesia a Roca Vecchia.
Nel 1967 il Prof. Pagliara fu informato dell’esistenza di dozzine di tombe. Di particolare interesse è un calice Italiota in vernice nera, sul quale è inciso un nome greco maschile da sinistra a destra in alfabeto greco arcaico, cioè “ARISTELES”.
Durante l’Età ellenistica l’attività agricola venne intensificata, come dimostrano i piccoli insediamenti rurali.

Età romana

A causa della conquista del Salento da parte di Roma, tra la fine del III sec. a.C. e l’inizio del II a.C., la contrada “LI CASTELLI” subì delle nuove trasformazioni: diminuzioni dei nuclei abitativi e della densità di manufatti di superficie come la ceramica a pasta grigia.
Negli anni ’70 furono ritrovati frammenti di due recipienti Attici, provenienti da Attica, una regione storica dell’antica Grecia con capoluogo Atene,i quali ritraevano una brocca rossa e un bicchiere raffigurante una campana rossa.
La zona de “Li Castelli”, così come tutto il territorio brindisino, subì una forte perdita dei nuclei abitativi. Tra le cause che portarono all’abbandono di quest’area troviamo la guerra annibalica, combattuta alla fine del III secolo a.C.
Tuttavia, la guerra è stata fondamentale per il processo di integrazione delle comunità italiche all’economia espansionistica e “internazionale” di Roma, che portò allo sviluppo dell’allevamento e ad una agricoltura specializzata e finalizzata al mercato. Successivamente a questa guerra, si sono verificati cambiamenti nell’agrosistema salentino. In aggiunta, l’egemonia politica di Roma e il processo di centralizzazione politica indebolirono i centri urbani che, in precedenza, avevano conquistato una certa autonomia.
Un ruolo fondamentale fu svolto dagli effetti provocati dalle leve militari che aggravarono la situazione delle popolazioni locali.

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